Vuoi essere Figlio di un Re?

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Quando nasciamo in questo mondo, nasciamo in una famiglia di esseri umani.

 

Quando nasciamo nel mondo dello Spirito, nasciamo in una famiglia reale, la famiglia di Dio. Diventiamo figli di un Re.

 

Tutti i bambini hanno bisogno di essere nutriti, anche quelli nati in una famiglia reale. Anche coloro che nascono nel mondo dello spirito – i figli dello Spirito Santo – devono essere nutriti. Questo seme del Suo Spirito che riceviamo quando accettiamo Gesú nei nostri cuori deve essere nutrito ed annaffiato con la Parola di Dio affinché cresca. Le parole di Dio si trovano nella Bibbia, in una chiesa, e tra i veri discepoli. I figli umani adottati cominciano ad agire e ad assomigliare ai loro genitori, allo stesso modo i figli “adottati” di Dio (Efesini 1:5) cominciano ad agire come Gesú e ad assomigliarGli mentre vanno verso la maturitá. Se ricevono nutrimento sufficiente per crescere non da ribelli teenager che egoisticamente cercano soltanto cose materiali, diventeranno maturi membri di una casa reale.

 

Quando andiamo in un negozio per compare qualcosa, paghiamo alla cassa il prezzo indicato. Nello stesso modo, Gesú paga il prezzo della morte sulla croce cosí che tu ed io possiamo essere liberati dal peccato e dalla morte. Morendo cosí, Gesú ha sofferto come un uomo, senza tirar fuori la parte divina della Sua natura; Egli pregó “Padre, se vuoi, rimuovi questa coppa da me” (Luca 22:42). La Sua intera vita sulla terra fu vissuta senza attingere alla Sua divinitá (Ebrei 2:14) non avendo fatto nulla che Egli non avesse dato il potere ai Suoi discepoli di fare; Egli é il nostro esempio perfetto di come vivere. Ha pregato spesso Suo Padre Dio (Luca 6:12). Fu tentato (Luca 4:1-13). Quache volta era stanco (Marco 6:31), aveva problemi e pianse quando il Suo amico morí (Giovanni 11:33-35). Gesú stesso lo confermó quando disse “Chi ha fede in Me fará quello che io ho fatto, e fará cose ancor piú grandi (Giovanni 14:12). “La creazione aspetta in ansiosa attesa la rivelazione dei figli di Dio” (Romani 8:19). Tu ed io possiamo diventare “eredi di Dio e co-eredi con Gesú Cristo” (Romani 8:17).

 

Gesú inoltre disse “Questi segni accompagneranno coloro che credono: nel mio nome scacceranno i demoni, parleranno in nuove lingue, afferreranno serpenti con le loro mani e quando berranno veleno non fará loro del male, appoggeranno le loro mani sui malati ed essi guariranno” (Marco 16:17:18). I veri discepoli di Gesú sono noti per rimproverare i venti e le onde come fece Gesú, e Gesú ammoní Pietro per la sua mancanza di fede per essere incapace di camminare sulle acque del Lago di Galilea durante una tempesta. In tempi biblici, come anche oggi, i credenti hanno pregato Dio ed Egli ha resuscitato i popoli dalla morte.

 

Gesú ha pregato per la Sua chiesa “che tutte possano diventare una” (Giovanni 17:22-23). La Sua preghiera riceve risposta al giorno d’oggi quando milioni di cristiani nel mondo uniscono mani e cuori per diventare un’unica grande famiglia. La denominazione della chiesa diventa sempre meno importante come capiamo quello che Gesú intendeva sul come individuare i credenti quando vediamo miracoli, segni e meraviglie dimostrati visibilmente in ogni angolo del globo. Naturalmente dobbiamo essere a conoscenza del fatto che il diavolo ha le sue contraffazioni per ognuno dei buoni doni di Dio e dobbiamo essere in grado di capirne la differenza.

 

Gesú ci ha detto “Siate perfetti come perfetto é il vostro Padre Celeste” (Mattelo 5:48). Dobbiamo diventare come Gesú la cui gloria fu mostrata ai discepoli su quella montagna sacra quando fu sfigurato davanti a loro (Matteo 17:2). Come la gloria brilló da Lui, i veri figli di Gesú brillano di una radiositá, di un amore e potere non appartenenti a questo mondo.

 

Se soltanto potessimo capire chi siamo e cosa possiamo diventare! Siamo stati creati “un gradino piú in basso degli essere celesti” (Salmi 8:5). Siamo “un popolo eletto, un sacerdozio reale” (1 Pietro 2:9), e siamo figli di un Re che sta stabilendo il Suo Regno nei cuori della Sua gente.

 

 

 

 

 

 

 

 

Tradotto da Antonella Moretti-Murphy