L’adorazione chiassosa cominció in Israele

083

 

Qualche anno fa ci trovavamo in Israele durante la celebrazione del Giorno dell’Indipendenza. Mentre stavamo camminando attraverso la cittá quella sera, non avevamo mai fatto parte di una folla cosí chiassosa!

 

Procedendo lungo le vie, ci ricordammo che il cantare, ballare e suonare il tamburello non era niente di nuovo, ma una tradizione radicata nel loro patrimonio. Sebbene questa fosse una celebrazione moderna, ci ricordammo del racconto biblico della sorella di Mosé, Miriam, che cantava, ballava e suonava il tamburello (Esodo 15:20-21).  Anche il Re Davide “suonava tutti i tipi di strumenti e ballava davanti a Dio con tutto il suo vigore” (II Samuele 6:5).

 

Siccome non siamo abituati a tale esuberanza, reagiamo come fece Michal, la moglie di Re Davide, quando guardó fuori della finestra “e vide Re Davide saltare e ballare davanti al Signore e lo disprezzó nel suo cuore” (II Samuele 6:15-16). Divenne persino sarcastica “Il Re di Israele si é veramente distinto oggi” (II Sam. 6:20)! La sua manifestazione fu sgradita a lei come lo sarebbe a molti oggi.

 

Le moderne chiese dalla libera adorazione possono pensare che il loro applaudire, ballare e suonare musica ad alto volume é una cosa nuova. Non é nuova! Il rumore della lode é venuto dalle nostre radici ebree. Nella Bibbia la parola “lode” é menzionata 307 volte, “cantata” 280, “ballata” 27, “tamburellata” 19, e “gridata” 65. Gesú ci ha detto di rallegrarci quando diventiamo impopolari a causa del nostro credo cristiano, infatti dobbiamo “saltare di gioia” (Luca 6:23 NIV).

 

É stato detto che coloro che non tollerano l’adorazione chiassosa dovrebbero abituarcisi perché quando Gesú ritornerá per prelevare il Suo popolo dalla terra “Il Signore Stesso scenderá dal cielo con un grido” (I Tessalonicesi 4:16-17). Un “grido” é rumoroso. Gesú non verrá in silenzio!

 

Ci sono due occasioni in cui dovremmo lodare Dio. La prima quando sentiamo il desiderio di farlo, l’altra quando non lo sentiamo! Se possiamo radunare le nostre voci tremolanti nella lode, anche se puó sembrare difficile, e continuare per un po’ di tempo, vediamo che i nostri spiriti si innalzano e ci sentiamo molto meglio.

 

Giosafat, re di Giudea, prima di iniziare quella che sembrava una battaglia senza speranza “nominó i cantanti del Signore” per andare avanti prima dell’esercito (II Cron. 20:21). Essi vinsero la battaglia. Anche noi possiamo vincere le nostre battaglie lodando Dio quando ci sentiamo giú di morale o spaventati.

 

Molti cristiani preferiscono un’adorazione in silenzio in quanto sentono che questa sia piú rispettosa. Si sentono imbarazzati quando altri alzano le mani e cominciano a fare chiasso. Nonostante ció, quando allo Spirito Santo viene data la libertá di muoversi, molto spesso la gente diventa chiassosa mentre alzano le mani arrendendosi al loro Signore. La domanda é “Chi sto cercando di soddisfare – l’uomo o Dio?” Re Davide voleva soddisfare Dio e disse “Mi umilieró davanti ai miei propri occhi” (II Samuele 6:22).

 

Gesú disse “Dio é spirito e i suoi adoratori devono adorarlo nello spirito e nella veritá (Giovanni  4:24).  Quando adoriamo nello Spirito, non siamo sempre silenziosi e quando adoriamo nella veritá diamo l’adorazione a Dio, non a coloro che sono intorno a noi.

 

Gli Ebrei ed i primi Cristiani conoscevano il valore della lode per distruggere le oppressioni del mondo buio. Le chiese dalla libera adorazione oggi scoprono di nuovo che la lode disinibita libera i cuori pesanti. Non saremo in grado di resistere alle forze diaboliche schierate contro di noi se non riconsideriamo il valore delle tattiche usate da coloro che sono andati prima di noi.

 

Diamo a Dio, non all’uomo, il nostro “sacrificio della lode” (Ebrei 13:15). Quando la nostra adorazione diventa un po’ chiassosa, ci ricorderemo delle nostre radici ebree!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Tradotto da Antonella Moretti-Murphy

<antonella.murphy@hoovercandy.com>